Translate

Seguici su Instagram

lunedì 21 agosto 2017

CHIACCHIERE DA VAR!

Stagione 2017/2018 la rivoluzione è iniziata!


C'era molta curiosità attorno a quella che può tranquillamente essere definita la più grande rivoluzione del calcio moderno: la cosidetta moviola in campo, tanto agognata da Aldo Biscardi, è realtà.
Dopo la goal line technology, irrompe dunque anche la VAR (acronimo di video assistant referee) nel nostro campionato, e l'auspicio è che possa finalmente placare le polemiche e le teorie del complotto che si, rappresentano il folklore del nostro calcio, ma che hanno contribuito negli anni ad avvelenare oltremodo gli animi dello sport più bello del Mondo.
Dopo la prima giornata si può tranquillamente affermare che la VAR non è la panacea di tutti i mali, perché lascia comunque, come giusto che sia, discrezionalità al direttore di gara, il quale nel momento in cui chiede l'ausilio della tecnologia può decidere se fidarsi dei suoi assistenti, oppure se visionare in prima persona le immagini.
Ironia della sorte ha voluto che il primo utilizzo del VAR, sia stato contro i campioni in carica della Juventus: a seguito di un contatto in area tra Alex Sandro e Cop, si sono visti fischiare contro il penalty quando tutto era pronto per battere il successivo corner conquistato dal Cagliari. Il contatto c'è, il rigore è giusto anche se oggettivamente un pò generoso per quello che siamo abituati a vedere in campo. Ma vogliamo lanciare una provocazione: a parti invertite, quindi stesso contatto, ma rigore per la Juve, cosa avrebbero commentato i sostenitori della teoria del complotto? 
Sicuramente avrebbero preso la palla al balzo per commentare maliziosamente l'utilizzo del VAR, visto che non hanno perso occasione per vedere un tocco di mano di Dybala, che oggettivamente non c'è, in occasione del secondo goal. Auspichiamo che la VAR possa sopire la sterile dietrologia di chi ama il calcio parlato, invece di godersi quello giocato.
Lascia un pò perplessi la perdita di tempo, necessaria per visionare le immagini, perdita di tempo che deve essere implementata nei minuti di recupero, ma è pur vero che una volta presa la decisione con il supporto del VAR, vengono sopite le proteste dei calciatori che in passato determinavano antipatiche perdite di tempo.
Nei match di ieri sera, il VAR è stato utilizzato nei primi minuti di gioco sia a Milano che a Crotone, per fischiare, anche in questo caso due penalties. In particolare, in occasione del rigore assegnato al Milan il direttore di gara ha prima ammonito Ceccherini, salvo poi sventolare il cartellino rosso dopo aver visionato le immagini, giudicando da ultimo uomo il fallo del difensore calabrese.
Va ricordato che la VAR non può essere utilizzata per un fallo da ammonizione, ma solo se trattasi di intervento da rosso diretto, in questo caso era stato assegnato un calcio di rigore e la decisione dell'arbitro è legittima.
A Milano, invece, è la Fiorentina a recriminare, perchè nel corso del primo tempo, già sul risultato di 2 a 0, Simeone viene atterrato da Miranda, Tagliavento chiede l'aiuto del VAR, ma non visualizza le immagini, fidandosi del suo assistente Guida. A ben vedere, se sono stati puniti gli interventi di Alex Sandro e di Ceccherini, ci poteva stare il penalty per la Viola che le avrebbe consentito di riaprire il match.
Dopo la prima giornata si può dire quindi che la VAR rappresenta un valido supporto per i direttori di gara, ma di certo non riuscirà a sopire del tutto le polemiche.
Forse sarebbe opportuno, come nel Volley o nel tennis, assegnare ad ogni squadra la possibilità di appellarsi alla VAR su richiesta una volta per tempo, perché altrimenti si rischia in alcune partite di spezzettare troppo il gioco a danno dello spettacolo. 
Ad ogni modo il tempo è galantuomo, e permetterà agli addetti ai lavori di migliorare quella che ormai sembra essere una rivoluzione ineluttabile e senza ritorno.

di Lorenzo Rapino

sabato 10 giugno 2017

LA NOTTE DELLE STREGHE



Una manciata di campionati di quinta e sesta serie, 24 stagioni in quarta, 38 in terza serie. Questa la storia del Benevento fino al giugno 2016, data storica, che consegna agli Stregoni per la prima volta la promozione al campionato di Serie B, una chimera per la società beneventana, una boccata d'aria e di piena euforia per i tifosi giallorossi. Ma la storia a volte ha in serbo qualcosa di più grande, qualcosa di inimmaginabile e straordinario. Quella che sembrava una bella storia di provincia un anno fa è diventata da due giorni una delle favole calcistiche più entusiasmanti degli ultimi anni.
Benevento alla sua prima apparizione al campionato cadetto, impone la propria presenza, scala le gerarchie, e si prende al primo tentativo la Serie A. Come valchirie, la cavalcata delle streghe s'è imposta fin dai blocchi di partenza con un piglio decisamente intraprendente, quello che ti fa debuttare con i tre punti al Vigorito contro la futura prima della classe Spal, e che ti rende superiore alle aspettative, anche se l'avversario si chiama Verona, vedi terza giornata, o Bari, perentorio 0-4 al San Nicola a fine settembre. Gli alti sono stati roboanti, i bassi si sono rivelati semplici rincorse; Benevento ha portato in serie B quell'entusiasmo che, nonostante 87 anni di inferno, mai è mancato dagli spalti del Ciro Vigorito; uno stadio che può testimoniare ventimila presenza in serie D, uno stadio che con le sue tribune a ridosso del campo porta tifosi e calciatori ad unire cuori ed intenti, uno stadio che è stato tempio di un biennio storico. 

Le promozioni sono poi eventi particolari, di una portata emotiva decisamente diversa da quella che potrebbe portare la vittoria di una coppa o di un campionato di prima classe. Un'emozione differente, perché è quella che ha atteso tanto, troppo, in campi di provincia, in serie minori, senza l'ebbrezza dei grandi palcoscenici, anzi all'ombra di essi, nelle ultime trafile dei quotidiani sportivi. E affinché una promozione possa arrivare, per scalzare passati calcisticamente così complicati, serve un'attitudine nuova in campo, ma con la stessa carica emozionale di sempre dagli spalti, perché è lì che l'inferno fa sentire più calde le sue fiamme, ed è da lì che deve arrivare la carica per supportare questa nuova attitudine. Non è un caso quindi che il Vigorito sia stato violato solamente due volte in ventiquattro gare stagionali. Non è un caso che in quel dentro-fuori che è il playoff questo fattore risulti decisivo con un secco "tre vittorie in tre incontri". Non è un caso.

E in un ambiente così carico e voglioso, menzione speciale sta tutta per la dirigenza, capitanata dal presidente Oreste Vigorito, che tira fuori dal cilindro una campagna estiva di grande spessore tecnico, puntando sul giusto mix di giovani promesse e valide sicurezza da campionato cadetto. Tra queste quel Fabio Ceravolo da 20 gol stagionali che ha letteralmente fatto impazzire i beneventani negli ultimi 12 mesi. Eccezionale l'apporto tecnico dei giovanissimi Ciciretti, al secondo anno con le streghe, e sempre più pronto e deciso al grande salto, e Puscas, classe 96, scuola Inter, che di nome non fa Ferenc, ma che sembra avere il futuro tutto dalla sua parte. Infine l'uomo simbolo, Fabio Lucioni, difensore centrale classe 87, che dopo un lungo peregrinare tra il 2009 e il 2014, tra Ternana, Barletta, Spezia e Reggina, ha finalmente trovato la sua dimensione in quel di Benevento, dove si è messo la fascia al braccio e ha condotto con la propria leadership l'intero gruppo a questo incredibile traguardo. Straordinaria la sua stagione, per impegno, carisma, attitudine al sacrificio e costanza, il tutto condito anche da due gioie personali. Da quando ha preso la fascia, due anni fa, il Benevento ha concluso le proprie stagioni tra la gioia e le bollicine. 
L'obiettivo è ora quindi quello di riuscire a brindare anche a giugno 2018, perché passate la sbronza e le meritate vacanze, nel prossimo futuro dei beneventani ci sarà finalmente la serie A, e dopo un'attesa così lunga ed estenuante, siamo sicuri che le streghe faranno di tutto affinché l'incantesimo non si sciolga così facilmente.


giovedì 1 giugno 2017

NAZIONALE: LAPADULA COME RIVA!

Curiosa coincidenza che accomuna i due bomber: nel match che li vede a segno per la prima volta in maglia azzurra realizzano entrambi una tripletta!



Era l'11 novembre del 1967 ed a Cosenza si sfidavano Italia e Cipro in un incontro valido per la qualificazione agli Europei del 1968, durante quella partita un ragazzo di nome Gigi Riva realizzò il suo primo goal in azzurro. Il match si concluse 5 a 0 per gli azzurri, ed alla fine i goal di Riva furono tre. Rombo di Tuono nel match che lo consegnò ai tabellini della nazionale riuscì nell'impresa di mettere a segno una tripletta. 
L'anno dopo la nostra Nazionale, allenata dal CT Valcareggi, vinse gli Europei e nel 1970 in Messico fu costretta a piegarsi solo in finale al cospetto di un Brasile mostruoso guidato da una leggenda di nome Pele'...
Il calcio è romantico ed a volte ci lancia dei segnali, ci consegna storie e ci fa pensare a strane coincidenze, e così ieri sera in un match apparentemente senza significato, e senza storia dal punto di vista tecnico, proprio come quell'Italia-Cipro di cinquant'anni fa, un ragazzo di nome Gianluca Lapadula ha impresso per la prima volta il suo nome nella storia dei marcatori italiani, e proprio come Gigi Riva è riuscito a realizzare una tripletta nel giorno della sua prima realizzazione.
Alla fine il risultato sarà di 8 a 0 contro la modesta rappresentativa Sanmarinese, un match che di fatto è stato poco più di un allemento per quella che il CT Ventura ha definito la Nazionale sperimentale, e che come esperimento ci ha regalato sprazzi di bel gioco e geometrie interessanti.
Forse non vorrà dire nulla, forse il paragone è azzardato, perché Rombo di Tuono ha fatto la storia del nostro calcio, mentre Lapadula si è affacciato solo quest'anno, a 26 anni, nel panorama della serie A dopo aver realizzato ben 30 reti in B, ma una cosa in comune ce l'hanno eccome, il CUORE!
Signori, Lapadula non lo fermate, è un Tir che trascina dietro di se i compagni di squadra ed abbatte gli avversari, con caparbietà e voglia di vincere, con la fame di chi vuole arrivare, di chi dà tutto su quel prato verde, ed è un piacere vederlo giocare, lottare, spingere e dannarsi l'anima.
Magari sarà solo una coincidenza, sicuramente molti lo giudicano, o si sentono autorizzati a farlo, dalle poche partite viste quest'anno senza considerare i guai fisici che ne hanno pregiudicato la preparazione precampionato. Stiamo parlando di un ragazzo che ha comunque realizzato otto goal in campionato e svariati assist, con un minutaggio davvero limitato!
Spero vivamente che questo ragazzo, questo Tir possa far parte dell'attacco della nostra Nazionale in Russia, un reparto offensivo di grande valore che quasi certamente vedrà protagonisti il Gallo Belotti, Ciro Immobile, Insigne, e chi nel prossimo campionato, come Berardi, El Shaarawy, Politano e lo stesso Lapadula, saprà convincere il CT a far parte della truppa azzurra in caso di qualificazione alla fase finale della Coppa del Mondo.


di Lorenzo Rapino

martedì 30 maggio 2017

ORGOGLIO CHAPE', PER UN FUTURO MIGLIORE

La Chape riparte: la forza di una comunità per costruire un nuovo futuro,  l'orgoglio e la responsabilità di indossare una maglia


La Chapecoense ha vissuto un 2016 a dir poco tragico. Dal quel tragico disastro aereo di 6 mesi fa (29/11/2016 ndr), La società ha modificato i suoi obiettivi, che fino allo scorso anno non andavano oltre una tranquilla permanenza nella massima serie Brasiliana. 
Dopo un promettente avvio di stagione nel quale ha conquistato il campionato della Regione di Santa Catarina ed aver ben figurato in Copa Libertadores,  in un girone di ferro, insieme al Tri campione del Mondo e campione uruguaiano 2016, il Nacional del Montevideo, i campioni argentini del Lanus, e i vice campioni del Venezuela, il Zulia, la Chapecoense e’ stata eliminata solo per una irregolarità nell'uso del giocatore Luiz Otavio (nella vittoria per 2-1 nei confronti del Lanus). Tale irregolarità ha comportato una penalizzazione di 3 punti: classificandosi terza nel girone e retrocedendo in Copa Sudamericana, come accade in Europa quando si "retrocede" dalla Champions League all'Europa League.
La Chape (affettuoso soprannome della folla), ha iniziato alla grande la Serie A Brasiliana 2017, ed anche se sono state giocate solo 3 partite, sembra poter dire la sua nelle zone alte della classifica.
Nella prima giornata, ha pareggiato 1-1 in casa Corinthians fuori, per poi battere i campioni in carica del Palmeiras per 1-0 in casa. La vittoria più bella è però arrivata ieri, la Chape si è infatti imposta per 2-0 sull'Avai in un Derby Accesissimo.
La comunità di Chapecó, ancora scossa dalla tragedia, prova a guardare avanti con orgoglio e fiducia. Gli stessi giocatori che oggi indossano quella maglia danno sempre il massimo in campo, per rispetto di chi oggi non c'è più a causa di un maledetto aereo.

di Fabio Weiden Jr.

lunedì 29 maggio 2017

FULIGNATI:TRADITORE? NO, GRANDE PROFESSIONISTA.

“Contro l’Empoli ho fatto quello per cui sono pagato, ma non quello che voleva il mio cuore”


Sono tante ed appassionanti le storie di calcio, a volte tristi, crude, a volte vere e proprie favole, di quelle che la mattina ti svegli e ti accorgi con rammarico che si trattava di un sogno... Altre volte sono storie di vittorie insperate da un lato e sconfitte clamorose ed inaspettate dall'altro, dipende sempre dal punto di vista, altre volte sono storie di imprese epiche o di rivincite, comunque vada sono storie, incroci di vita che tanto ci emozionano, e quando accadono, siamo consapevoli e lucidi che stiamo vivendo un momento unico.
Chi qualche candelina inizia a contarla ricorderà l'impresa della Danimarca agli Europei del '92, laureatasi campione dopo esser stata ripescata a causa dell'esclusione della Jugoslavia, fino ad arrivare al Leicester di Mr. Ranieri che ha conquistato incredibilmente la Premier League mettendo in riga squadroni ben più quotati. E sembra ancora più incredibile la storia nella storia: il portiere della Danimarca campione nel '92 era il papà del biondo ragazzone che difendeva i pali del Leicester delle meraviglie! Sembra un vizio di famiglia...
Ieri abbiamo assistito ad un'altra storia di calcio e portieri, una di quelle storie che rischia di passare inosservata perché cade nel giorno dell'addio al calcio di un monumento del nostro calcio, Er Pupone Totti che ha segnato un quarto di secolo del nostro pallone e che nel bene e nel male rappresenta il non plus ultra della bandiera, un capitano che ha rinunciato a milioni e trofei per diventare l'ottavo Re di Roma, beh dopo 25 anni possiamo tranquillamente affermare: Missione Compiuta.

Ma torniamo a noi, ieri sera la nostra Serie A doveva emettere l'ultimo importante verdetto della stagione, sancendo la terza retrocessa che avrebbe fatto compagnia al disastroso Pescara ed al mediocre Palermo il prossimo anno nella serie cadetta. Il Crotone aveva il compito non impossibile di battere in casa una Lazio ormai in vacanza, mentre a Palermo, l'Empoli era arbitro del proprio destino, dato che una vittoria avrebbe reso vani gli sforzi della matricola calabrese.
Mentre il Crotone del caparbio Nicola faceva il suo dovere piegando la Lazio con un rabbioso 3 a 1, il Palermo resisteva ordinatamente ad un Empoli che non mostrava lo stesso fuoco dei calabresi nell'inseguire il sogno di giocare un altro campionato nella massima serie.
Lasciamo da parte le dietrologie da Bar dello Sport sul ricco paracadute che il Palermo avrebbe incassato in caso di retrocessione del Crotone, scansandosi, per usare un termine molto in voga, perché abbiamo assistito ad una partita vera, che ci lascia in dote un bel finale di campionato, purtroppo quasi inaspettato...
Quello che vedete nella foto è un ragazzone di 188 cm per 88 kg e si chiama Andrea Fulignati, nulla di strano se non fosse che è nato ad Empoli e ieri sera difendeva i pali del Palermo. A 22 anni ha sfoderato una prestazione da grande professionista, condannando la squadra della sua città ed una società che non ha creduto in lui, alla Serie B. Un destino beffardo, che lo stesso Andrea ha sottolineato a fine gara: 

“Contro l’Empoli ho fatto quello per cui sono pagato, ma non quello che voleva il mio cuore”

Una storia di calcio, su un terreno quanto mai scivoloso, perché se ieri il Palermo avesse perso, magari con una papera di Andrea, nessuno avrebbe esitato ad insinuare il seme del sospetto, della combine e di un altro oscuro fatto di un calcio malato.
Invece no: il Palermo ha vinto, l'Empoli è retrocesso in B, il Crotone si è salvato con grande merito per averci sempre creduto, anche quando alla fine del girone di andata i punti in classifica erano 9 ed il distacco dal quartultimo posto siderale e questo ragazzo ha dimostrato di essere un grande professionista e di poterci stare in Serie A, ecco perché caro Andrea ti auguro una carriera radiosa e vincente.

di Lorenzo Rapino

venerdì 5 maggio 2017

EURO UNDER 17 AL VIA IN CROAZIA

AL VIA IN CROZIA I CAMPIONATI EUROPEI DI CATEGORIA


Il 3 maggio è iniziata l'avventura degli Azzurrini nella manifestazione continentale di categoria in corso in Croazia. I ragazzi del CT Bigica sono stati inseriti nel Girona A insieme ai padroni di casa della Croazia, la Turchia e la Spagna. I nostri azzurrini si sono imposti nel match d'esordio proprio contro i pari età della Croazia grazie ad un grandissimo goal al 78' dello Juventino Kean.
Nell'altro match del gruppo A scoppiettante 3 a 2 della Spagna sulla Turchia, che avanti per 2 a zero si fa rimontare prima dell'intervallo. Nella ripresa gli iberici trovano il guizzo giusto, anche se il goal è viziato da una evidente posizione di off side di Morey che ribadisce in rete dopo la respinta del portiere turco.
Qui di seguito vi riepiloghiamo la composizione dei gironi, vi ricordiamo che passano alla fase ad eliminazione diretta le prime 2 di ogni girone che si qualificano ai quarti di finale. 
Continuate a seguirci e vi mostreremo tutti i goal!


A VOI LE IMMAGINI


CROAZIA - ITALIA 0 a 1



TURCHIA - SPAGNA 2 a 3 




di Lorenzo Rapino




lunedì 1 maggio 2017

DA ZORO A MUNTARI: DOPO 11 ANNI NULLA E' CAMBIATO!!!

LA POCHEZZA DI QUATTRO IMBECILLI COADIUVATA DA UN PICCOLO DIRETTORE DI GARA...


Chi ha buona memoria non può non ricordare quel 27 novembre 2005 quando Zoro, difensore Ivoriano del Messina, fermò il gioco prendendo il pallone minacciando di andar via dopo aver sentito dei cori razzisti nel corso di un Messina - Inter, gara vinta poi dai nerazzurri per 2 a 1.
In quel frangente il gioco si fermò ed i giocatori dell'Inter parlarono con il difensora avversario, convincendolo a restare in campo: un gesto di Fair Play che non passò inosservato e che annichilì i buuu razzisti di quattro imbecilli che erano sugli spalti.
Già, perché chi va allo stadio dovrebbe amare il calcio, che è uno sport di squadra e pertanto una delle armi più potenti contro le divisioni, e se quattro imbecilli si rendono protagonisti di un gesto simile, vanno individuati, isolati e condannati, SENZA SE E SENZA MA!
  • Individuati perché non possono essere rappresentativi di una comunità
  • Isolati perché devono vergognarsi di quello che hanno fatto
  • Condannati perché se uno sbaglia e lede la dignità di un altro individuo è giusto che paghi
Ieri, purtroppo, dopo 11 anni abbiamo assistito ad un altro gravissimo episodio, la dinamica è molto simile a quella di Messina, ma l'epilogo ben peggiore perché durante Cagliari - Pescara, si sono ripresentati quattro imbecilli che hanno indirizzato dei buuu a Sulley Muntari.

Il Ghanese, come dovrebbe essere ormai da regolamento, cambiato proprio dopo l'episodio di Messina ha fatto notare l'accaduto al direttore di gara, il quale per tutta risposta invece di applicare un regolamento ha mostrato il cartellino giallo al pescarese, il quale ha ritenuto opportuno abbandonare il campo da gioco. Un gesto forte, ma necessario e quantomai opportuno; anzi a mio avviso tutto il Pescara avrebbe dovuto abbandonare il campo da gioco, perché se è vero che lo sport deve unire, se è vero che riepiamo stadi, maglie e prepartita di slogan contro la violenza ed il razzismo è assurdo che un gesto del genere venga ignorato ed anzi punito con l'ammonizione!
L'arbitro Minelli, al suo esordio in serie A, forse farebbe meglio a ritirarsi dopo la magra figura: sarebbe bastato un pò di buon senso, per una partita che non aveva assolutamente nulla da chiedere al campionato, data la posizione in classifica delle due squadre.

Cagliari è una città bellissima e molto civile, ecco perché quei quattro imbecilli vanno individuati e condannati, magari con un DASPO a vita che sia di lezione a chi ha il cervello piccolo piccolo e per stigmatizzare un'episodio che nulla ha in comune con la cultura, la gentilezza, l'ospitalità, ma soprattutto la civiltà del popolo Sardo.
In contrapposizione a questo bruttissimo gesto, vogliamo ancora una volta ricordare la storia di Mamadou Coulibaly, arrivato in Europa pochi mesi fa dal Senegal con un barcone, e con il sogno di diventare calciatore professionista; arrivato in Italia dopo mille peripezie e tesserato dal Pescara dopo essere stato notato su un campetto di una Casa Famiglia a Roseto degli Abruzzi.
Sono queste le vere storie di calcio, quelle che ci fanno innamorare e non le manie di protagonismo di quei soliti quattro imbecilli!


di Lorenzo Rapino



mercoledì 8 febbraio 2017

AFRICAN NATIONS CUP: TRIONFANO I LEONI INDOMABILI

Nella finalissima di Libreville i Leoni Indomabili rimontano si impongono in rimonta con un gran goal di Aboubakar a 2' minuti da termine e conquistano un trofeo che mancava da 15 anni!!!


E' il Camerun ad alzare al cielo il trofeo, battendo in finale l'Egitto di Salah allenato da quell'Hector Cuper che per l'ottava volta nella sua carriera da allenatore deve accontentarsi della piazza d'onore.
Parte bene l'Egitto, che si porta in vantaggio al 22' con Elneny, ma il Camerun non ci sta e nella ripresa tira fuori gli artigli e completa la rimonta grazie ad un bel colpo di testa di N'kouluo subentrato a Teikeu già al 31' e ad una prodezza di Aboubakar a 2' minuti dal termine che entra in area con un sombrero e colpisce al volo la sfera che si insacca all'angolino alla sinistra di El Hadary.
L'Egitto non ha né la forza nè il tempo di reagire, il Camerun è campione.

di Lorenzo Rapino



sabato 4 febbraio 2017

AFRICAN NATIONS CUP: SEMIFINALS

UN SOGNO CHIAMATO AFRICAN CUP OF NATIONS...

Siamo alla resa dei conti, al termine di una competizione affascinante, dove il dilettante incontra il professionista, dove i milioni non contano, ma importa solo rappresentare la propria nazione in un torneo che esalta i colori ed il folklore del continente Africano.

BURKINA FASO - EGITTO 1 a 1 (4 a 5 dcr)

Si infrange ai calci di rigore il sogno del Burkina Faso di conquistare la finalissima, al goal di Salah risponde Bance per l'1 a 1 al termine dei 90' regolamentari. 
Eroe della serata il 44enne El Hadary portiere dell'Egitto che neutralizza i penalties di Koffi e Bertrand Traore, regalando all'Egitto l'opportunità di portare a casa l'ottavo titolo continentale.


CAMEROON - GHANA 2 a 0

Con due goal negli ultimi venti minuti il Cameroon batte il Ghana e raggiunge l'Egitto in finale a 15 anni dall'ultima volta. La partita viene sbloccata al 72' da Ngadeu-Ngadjui, il punto esclamativo sulla vittoria finale lo mette Bassogog che al 90' finalizza un contropiede micidiale con un delicato tocco di esterno che si deposita all'angolino alle spalle dell'estremo difensore Ghanese Razak.





Questa sera ci sarà la finale per il terzo posto tra Burkina e Ghana, mentre domani allo Stade de l'Amitie a Libreville Egitto e Cameroon si contenderanno il trofeo.
Chi vincerà?

di Lorenzo Rapino

martedì 31 gennaio 2017

AFRICAN NATIONS CUP: QUARTER FINALS...

Entriamo nella fase calda della competizione!


DR CONGO - GHANA 1 a 2
Il Congo culla il sogno di una storica finale grazie al grandissimo goal di Mpoku per il momentaneo pareggio, ma alla fine deve piegarsi ad un rigore di Andre Ayew al 78'. Vola in semifinale il Ghana, che dopo il successo nell'edizione del 1982, ha perso tre finali consecutive nel 1992, nel 2010 e nel 2015. Vedremo se in Gabon il Ghana riuscirà a sfatare il tabù e conquistare un trofeo che manca ormai da 35 anni! Anche se prima di approdare in finale, i ghanesi se la dovranno vedere con i leoni d'Africa del Cameroon.
A voi gli Highlights.

EGITTO - MAROCCO 1 a 0
Nell'ultimo quarto di finale è l'Egitto di Salah a spuntarla di misura sul Marocco di Benatia, grazie ad un goal a 2' dal termine. Sugli sviluppi di un corner è Kahraba a mettere lo zampino vincente in girata da distanza ravvicinata e beffare Munir che era stato decisivo fino a quel momento. Per l'Egitto si aprono quindi le porte della semifinale ed il sogno di conquistare l'ottavo titolo continentale della propria storia. Egitto che aveva vinto tre edizioni consecutive: 2006, 2008 e 2010, e tornato a partecipare alla coppa d'Africa dopo aver mancato le successive tre edizioni (2012, 2013, 2015).
In semifinale l'Egitto troverà il Burkina Faso, pronto a vendere cara la pelle pur di conquistare la finalissima.


di Rapino Lorenzo

domenica 29 gennaio 2017

AFRICAN NATIONS CUP: QUARTER FINALS...

Entriamo nella fase calda della competizione!

SENEGAL - CAMEROON 0 a 0 (4-5 dcr)

Il Senegal di Mane e Keita Balde torna a casa, dopo una battaglia durata 120' minuti e decisa solo ai calci di rigore, sono i leoni indomabili a conquistare la semifinale di questa edizione della Coppa d'Africa. Come spesso accade, il giocatore più rappresentativo, più esperto, il leader si carica dell'onere nonché dell'onore di calciare il penalty decisivo. Mané, il centrocampista classe '92 in forza al Liverpool sbaglia il quinto rigore, e la realizzazione di Aboubakar proietta il Cameroon in semifinale!

BURKINA FASO - TUNISIA 2 a 0

Nell'altro quarto di finale il Burkina Faso di Bertrand Traore con un gran finale abbatte la Tunisia e vola in semifinale, cullando quel sogno svanito quattro anni fa in finale. Succede tutto negli ultimi 10 minuti, con una potente punizione rasoterra di Bance che sblocca il risultato all'81' ed un micidiale contropiede di Nakoulma che si invola verso la porta avversaria, evita con un dribling secco il portiere avversario quasi sulla linea di centrocampo ed appoggia da fuori area per il definitivo 2 a 0.
La Tunisia è fuori, il Burkina sogna ed aspetta la semifinalista che uscirà dall'incontro tra Egitto e Marocco di questa sera.


di Lorenzo Rapino

venerdì 27 gennaio 2017

AFRICAN NATIONS CUP: GUINEA BISSAU - BURKINA FASO

GUINEA BISSAU - BURKINA FASO 0 a 2


Il Burkina Faso batte per 2 a 0 la Guinea Bissau e vola ai quarti di finale, terminando in testa al Gruppo A. Pesa nell'economia del match il clamoroso autogoal dei guineensi. Risultato poi legittimato dal Burkina grazie alla bella realizzazione di Bertrand Traore che fissa il risultato sul definitivo 2 a 0.



AFRICAN NATIONS CUP: CAMEROON - GABON

CAMEROON - GABON 0 a 0


Serviva una vittoria ai padroni di casa del Gabon per approdare ai quarti di finale, ma il sogno di Aubameyang e Lemina si infrange sulle manone dell'estremo difensore Camerunense Ondoa, vero eroe della serata. Clamoroso il palo a tempo scaduto che nega il goal qualificazione al Gabon, che abbandona così anzitempo la competizione in casa propria. Passa il Cameroon come seconda nel girone alle spalle del Burkina Faso, ed ora se la vedrà ai quarti di finale con il Senegal.
Ne vedremo delle belle!



AFRICAN NATIONS CUP: TOGO - DR CONGO

TOGO - DR CONGO 1 a 3


Il Congo non smette di stupire, guidato da uno scatenato Kabananga, strapazza il Togo di Adebayor e termina in testa al Gruppo D, regolando clamorosamente il Marocco ed i campioni uscenti della Costa d'Avorio. 3 a 1 i risultato finale, con tre realizzazioni di pregevolissima fattura.




AFRICAN NATIONS CUP: MAROCCO - COSTA d'AVORIO

MAROCCO - COSTA d'AVORIO 1 a 0


Nello spareggio del Gruppo D per l'accesso ai quarti di finale, cadono clamorosamente i campioni in carica della Costa d'Avorio. I campioni si inchinano al cinismo del Marocco, ma soprattutto ad un grandissimo goal di Aliouli che manda in orbita Benatia & Co.




sabato 21 gennaio 2017

AFRICAN NATIONS CUP: MAROCCO - TOGO

MAROCCO - TOGO 3 a 1


Vittoria in rimonta per il Marocco contro il Togo di Adebayor, che pur restando ultimo ad 1 punto ha ancora speranza di qualificazione ai quarti di finale.
Apre Dossevi al 5', ma al 21' il Marocco ha già completato la rimonta con Bouhaddouz al 14' e Saiss al 21'. 
Nella ripresa  En-Nesyri arrotonda sul 3 a 1 al 72'.



di Lorenzo Rapino



AFRICAN NATIONS CUP: COSTA D'AVORIO - DR CONGO

COSTA d'AVORIO - DR CONGO 2 a 2


Il Congo è la vera rivelazione di questa Coppa d'Africa, contro la più quotata Costa d'Avorio va 2 volte in vantaggio, ma alla fine subisce il ritorno degli ivoriani. Ne esce fuori un pirotecnico 2 a 2 che consente al Congo di restare al comando del gruppo C, ma lascia ancora tutto aperto per il discorso qualificazione.



di Lorenzo Rapino


AFRICAN NATIONS CUP: SENEGAL - ZIMBABWE

SENEGAL - ZIMBABWE 2 a 0


Tutto facile per il Senegal contro lo Zimbabwe, finisce 2 a 0, ma Keita&Co. sprecano l'impossibile per arrotondare il punteggio. 
Partenza sprint per il Senegal in vantaggio con la premiata ditta Keita-Mane al 10'; il raddoppio arriva 3' minuti più tardi con una splendida punizione di Saivet.
Il questo successo il Senegal vola a 6 punti e conquista il passaggio ai quarti di finale con un turno di anticipo.



di Lorenzo Rapino

AFRICAN NATIONS CUP: ALGERIA - TUNISIA

ALGERIA - TUNISIA 1 a 2


Succede tutto nel secondo tempo nel derby del Maghreb tra Algeria e Tunisa, conclusosi con la vittoria tunisina per 2 a 1.
I tunisini vanno in vantaggio al 50' grazie ad un autogol di Aissa Mandi, per poi raddoppiare al 66' con Sliti, grazie ad un altro incredibile regalo della difesa algerina. 
L'Algeria accorcia le distanze al 90' ma è ormai troppo tardi, i 3 punti se li aggiudica la Tunisia che dopo la sconfitta con il Senegal compie un passo importante verso la qualificazione ai quarti.



di Lorenzo Rapino

AFRICAN NATIONS CUP: CAMEROON - GUINEA BISSAU

CAMEROON - GUINEA BISSAU 2 a 1


Gioca bene la Guinea Bissau, che mette in difficoltà il Cameroon, ma alla fine subisce la rimonta dei leoni d'Africa. Guineensi in vantaggio con uno splendido goal di Piqueti al 13'.
Partita divertente con continui capovolgimenti di fronte, la Guinea Bissau gioca bene, non è cinica e manca le occasioni per il raddoppio.
La dura legge del goal colpisce ancora e nella ripresa, al 61'Siani ed al 79' Ngadeu-Ngadjui completano la rimonta del Cameroon che ottiene i 3 punti grazie ai quali si porta in testa al gruppo A.
La Guinea-Bissau offre un buon calcio, ma per passare il turno dovrà battere il Burkina Faso e sperare che i padroni di casa del Gabon non facciano risultato contro il Cameroon.
Ultima nota dedicata a Piqueti, un ragazzo di cui sentiremo parlare.



di Lorenzo Rapino





giovedì 19 gennaio 2017

AFRICAN NATIONS CUP: GABON - BURKINA FASO

GABON - BURKINA FASO 1 a 1


Nella seconda giornata del gruppo A, i padroni di casa del Gabon impattano contro il Burkina Faso; stesso risultato del match di apertura, ma questa volta i padroni di casa vanno sotto a causa di una grave ingenuità della difesa che da un corner a favore lascia immense praterie a Nakoulma che si invola verso la porta avversaria e resta lucido al momento della conclusione, nonostante l'uscita di Ovono ed il ritorno dei difensori. al 32' ci pensa il solito Aubameyang a rimettere il Gabon in carreggiatta. Il match non si sblocca e così entrambe le squadre dovranno assolutamente vincere l'ultima partita del girone per sperare nella qualificazione ai quarti.



di Rapino Lorenzo


AFRICAN NATIONS CUP: MALI - EGITTO

MALI - EGITTO 0 a 0


Nel match serale del gruppo D, l'Egitto del romanista Salah non va oltre lo 0 a 0 contro un ottimo Mali, che oltre a difendersi ordinatamente crea anche qualche grattacapo alla difesa egiziana.
Nel gruppo D, dopo la prima giornata, guida il Ghana con 3 punti seguito da Egitto e Mali a 1; chiude l'Uganda con 0 punti, ma tutti i giochi sono ancora apertissimi.



di Rapino Lorenzo


AFRICAN NATIONS CUP: GHANA - UGANDA

GHANA - UGANDA 1 a 0


Nel match di apertura del gruppo D era molto atteso l'esordio del Ghana di Asamoah Gyan, pilastro della nazionale fin dal mondiale Sudafricano, contro l'Uganda, formazione che occupa la 73° posizione nel ranking FIFA. 
Ne esce fuori un match scialbo, deciso solo da un penalty di Andre Ayew al 32' che consente comunque ai Ghanesi di portare a casa 3 punti preziosissimi nell'economia del girone.





di Rapino Lorenzo


martedì 17 gennaio 2017

AFRICAN NATIONS CUP: DR CONGO - MAROCCO

DR CONGO - MAROCCO 1 a 0

Risultato a sorpresa nel match serale del gruppo C, nel quale il più quotato Marocco degli "italiani" Benatia ed El Kaddouri si piega alla DR Congo per 1 a 0 con un goal al 55' di Junior Kabananga. All'82' la DR Congo resta in dieci per l'espulsione di Mutambala. In virtù del pareggio tra Costa d'Avorio e Togo, il Congo vola in testa al gruppo e sogna uno storico passaggio ai quarti di finale. 





                                DR CONGO                                       MAROCCO



di Lorenzo Rapino




AFRICAN NATIONS CUP: COSTA D'AVORIO - TOGO

COSTA D'AVORIO - TOGO 0 a 0

Ci si aspettava certamente qualcosa in più nel match di apertura del gruppo C tra i campioni uscenti della Costa d'Avorio ed il Togo di Adebayor.Ne esce fuori uno scialbo 0 a 0 che rappresenta il quinto pareggio su sei partite della competizione. Segnaliamo la presenza in campo per tutti i 90'  di Franck Yannick Kessie, giovane stella della sorprendente Atalanta, tra le fila della Costa d'Avorio.
Ecco gli highlights della partita:




                                COSTA D'AVORIO                             TOGO


di Lorenzo Rapino



lunedì 16 gennaio 2017

AFRICAN NATIONS CUP: TUNISIA - SENEGAL

TUNISIA - SENEGAL 0 a 2

Esordio con vittoria per il Senegal del laziale Keita Balde e Mane, autore del penalty che apre le marcature al 10'. Al 30' Mane raddoppia, sembra tutto facile per il Senegal, che deve però faticare e non poco per regolare una Tunisia mai doma ed un pò sfortunata. Clamoroso al 68' l'autopalo di Mbodji. Senegal a 3 punti in testa al gruppo B.

Ecco gli highlights del match.



                                TUNISIA                                             SENEGAL




domenica 15 gennaio 2017

AFRICAN NATIONS CUP ALGERIA - ZIMBAWE

ALGERIA - ZIMBAWE 2 a 2

Terza partita e terzo pareggio in Coppa d'Africa! Segno X anche per l'Algeria, tra le candidate alla vittoria finale contro lo Zimbawe. I magrebini vanno prima in vantaggio con una splendida rete di Mahrez, poi subiscono la clamorosa rimonta dello Zimbawe, che deve rammaricarsi per non aver chiuso il match. All'82', sempre Mahrez, grazie anche alla complicità di Mkuruva, trova goal del definitivo 2 a 2 salvando l'Algeria da una sconfitta clamorosa.
Ecco per voi gli highlights della partita.



                                          ALGERIA                               ZIMBAWE


di Lorenzo Rapino

FIORENTINA - JUVENTUS E QUEL PRECEDENTE DI COPPA...

La Finale di Coppa UEFA 1990 vide di fronte Fiorentina e Juventus. Fu quella la prima sfida tutta italiana nell'ultimo atto di una competizione continentale.


Il 2 ed il 16 maggio 1990 si disputò la prima finale tutta italiana di una competizione europea, fu anche la terza in assoluto tra due squadre dello stesso paese. 
Alla Coppa UEFA era attribuito allora un valore decisamente maggiore rispetto all'attuale Europa League, in quanto le squadre partecipanti erano le seconde, terze e quarte classificatesi nei principali tornei nazionali, in quanto l'accesso alla Coppa dei Campioni era consentito solo alle squadre che si aggiudicavano la propria lega.
La formula non prevedeva gironi, ma sfide secche di andata e ritorno, finale compresa.
La finale di andata si disputò a Torino e vide i bianconeri imporsi per 3 a 1 con goal di Galia, Buso, Casiraghi e De Agostini. 
Il match di ritorno fu, invece, giocato sul neutro di Avellino a causa della squalifica del Renato Curi di Perugia, sede delle partite interne della Fiorentina a causa della concomitante ristrutturazione dell'Artemio Franchi, in vista dei Mondiali di calcio.

Tabellino partita di andata:


Tabellino Partita di ritorno:


LE DUE FORMAZIONI



di Lorenzo Rapino


 

AFRICAN NATIONS CUP: BURKINA FASO - CAMEROON

BURKINA FASO - CAMEROON 1 a 1


Altro pareggio nel secondo match del girone A, che vedeva di fronte Burkina Faso e Cameroon. Stesso punteggio dell'incontro di apertura, 1 a 1 con Dayo che al 30' della ripresa agguanta i leoni d'Africa andati in vantaggio con Moukandjo al 35' della prima frazione.

Le Formazioni


BURKINA FASO
Kouakou, Kone, P.A. Malo, Nakoulma, A. R. Traore (74' Zongo), A. Traore, Pitroipa (86' Bance), Dayo, Kabore, B Traore (61' Diawara), Coulibaly.

CAMEROON
Ondoa, Mabouka, Teikeu, Ngadeu-Ngadjul, Bitolo, Njie (77' Salli), Moukandjo, Daogari, Bassogog (84' Ekambi), Mandjeck, Siani.


sabato 14 gennaio 2017

AFRICAN NATIONS CUP: GABON - GUINEA BISSAU

GABON - GUINEA BISSAU 1 a 1




Pareggio per 1 a 1 tra i padroni di casa del Gabon e al Guinea-Bissau nel match inaugurale della Coppa d'Africa in Gabon.
Al goal di Aubameyang al 52' risponde Soares al 90'. Beffa per i padroni di casa che pregustavano un esordio con vittoria davanti al pubblico amico.

Le Formazioni:

GABON
Ovono, Appindangoye, Tandjigora (84' Biyog Poko), Ecuele Manga, Obiang, Evouna (88' Kevyn), Palun, Aubameyang, Lemina (74' Kanga), Bouang, Ndong

GUINEA-BISSAU
Mendes, Dabo, Rudi Nilson Silva, Zezinho, Francisco Junior (74' Aldair), Kamara (66' Mendy), Nani, Juary Soares Toni Silva, Agostinho Soares, Joao Mario (6' Piqueti)

Marcatori: Aubameyang 52'; Soares 90'.



Post più popolari