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martedì 29 novembre 2016

VOGLIAMO RICORDARVI COSI'

Dopo Superga un altro disastro aereo sconvolge il mondo del calcio, a Medellin si schianta l'aereo con a bordo la squadra brasiliana del Real Chapecoense che si apprestava a disputare la finale della Copa Sudamerica 2016 contro l'Atletico Nacional.


Sono passati quasi settanta anni da quel tragico 4 maggio 1949, quando l'aereo che riportava a casa il Grande Torino  dopo un'amichevole contro il Benfica, si schiantò contro la Basilica di Superga. Vite spezzate, ragazzi che vivevano un sogno: quello di poter trasformare una grande passione in un lavoro. 
L'aviazione civile era ancora agli albori, gli aeromobili non erano neanche lontani parenti dei mezzi che trafficano i nostri cieli oggigiorno e la sicurezza non aveva ancora raggiunto gli standard odierni. Oggi, nell'era della tecnologia, nell'era di internet e dei social network la tragedia che ha colpito questo club fondato solo nel 1973 e pochi anni fa ancora militante in quarta divisione, ci sconvolge ancor di più, perché è assurdo, perché non si può morire così prima di giocare una finale e perché non si possono vedere video di questi ragazzi gioiosi e pieni di vita poco prima del decollo, poco prima della morte.
E allora, in questo mio piccolo spazio, esprimo tutto il cordoglio per ciò che è accaduto, per le famiglie ed anche per i tifosi che hanno perso i loro beniamini.
Voglio solo sottolineare il bel gesto dell'Atletico Nacional, che avrebbe dovuto giocarsi la finale contro il Chape, ha chiesto che il trofeo venga assegnato alla compagine brasiliana.
Non posso che essere d'accordo con questa iniziativa, che sicuramente non riporterà indietro questi ragazzi, ma che ribadisce ancora una volta, come questo sport e chi lo pratica non è solo soldi, scommesse, combine e trasferimenti milionari, ma anche cuore, fair play e rispetto.
Vogliamo ricordarvi così:



di Lorenzo Rapino

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