22 Giugno 1986 ore 12:00 Stadio Atzeca - Città del Messico
Quarti di Finale Coppa del Mondo FIFA
Argentina - Inghilterra 2 a 1
Dal 17 giugno 1970 al 22 giugno 1986, due date scelte dagli Dei del calcio per scrivere la storia di questo sport, un'unica location: lo Stadio Atzeca di Città del Messico già teatro di quella semifinale tra Italia e Germania finita 4 a 3. Già perchè il Messico dopo aver ospitato l'edizione del 1970, diventa il primo Paese ad ospitare per due volte il Mondiale di calcio grazie alla decisione della FIFA, nel 1983, di togliere l'onere e l'onore dell'organizzazione della rassegna alla Colombia a causa di problemi politici interni.
Questa volta si trovano di fronte l'Argentina di Diego Armando Maradona e l'Inghilterra di Lineker, Shilton e Bobby Robson; non è una semplice partita, non è una finale e neanche una semifinale, ma un quarto ovvero il pass per entrare tra le prime quattro. Le squadre partecipanti al Mondiale sono 24 e per la prima volta il cammino che porta dal primo turno alla finalissima parte fagli ottavi con scontri ad eliminazione diretta. Quella tra Argentina ed Inghilterra non è una partita come le altre, ma la rivincita, fortunatamente sportiva della battaglia avvenuta nelle Isole Falkland quattro anni prima tra gli eserciti delle due fazioni, con la poderosa ritorsione delle truppe britanniche all'attacco subito dal governo militare Argentino.
Leader ci si nasce, non ci si diventa e Diego Armando Maradona è uno di quei leader che o lo ami o lo odi, uno di quei leader imprevedibili, un genio, uno che può portarti da solo sul tetto del Mondo, uno dal carisma unico, capace di prendere per mano una squadra, una nazione e condurla al trionfo a qualsiasi costo e con qualsiasi mezzo.
E così in quella calda domenica di giugno Maradona decise che arrivato il momento di vendicare le vittime della rappresaglia britannica di quattro anni prima nella maniera più imprevedibile, più geniale, forse anche più subdola, decise che arrivato il momento di scrivere la storia del calcio, dando una lezione a chi questo sport lo aveva inventato.
Dopo un primo tempo di attesa, di pazienza, di osservazione, come un serpente che attende il momento opportuno per mordere la propria vittima, nella ripresa Maradona dimostra di cosa può essere capace un fenomeno. Bastano tre minuti, due morsi improvvisi, per mandare al tappeto una nazione intera.
Al 51' Maradona cerca un uno-due per entrare in area, ma interviene Hodge che alza un campanile, la palla spiovente sembra preda facile dell'esperto Shilton, ma Diego stupisce tutti e con i suoi 165 centimetri va per colpire di testa nascondendo, ma neanche troppo, il pugno sinistro che impatta con il pallone e finisce in rete. L'arbitro clamorosamente non si accorge del tocco di mano e convalida il goal. Gli inglesi sono increduli, non è possibile commettere certi errori in una competizione tanto importante, protestano vivamente, ma l'arbitro ha deciso è goal.
Palla al centro, l'intero Mondo sportivo si sta ancora interrogando sul gesto antisportivo di Maradona, che dopo il goal ha esultato senza alcun indugio, ma passano 3' minuti e Maradona rimette le cose a posto, come a voler dire:"Non lamentatevi, che il più forte sono io e basta!". Prende palla nella sua metà campo ed inizia a scrivere una poesia che farà la storia del calcio. 2 a 0, l'Inghilterra è stesa ed a poco servirà il goal di Lineker a 10 minuti dal termine. L'Argentina andrà alla conquista del suo secondo Mondiale, dopo quello del 1978, battendo il Belgio in semifinale e la Germania Ovest di Matthaus e Rumenigge in finale.
Se quella domenica eravate allo stadio, siete dei privilegiati, se lo avete visto in diretta TV siete stati fortunati, se ve lo hanno raccontato sentirete un'aurea mitica intorno a quel goal. Se siete giovani e volete innamorarvi, guardatelo: non vi stancherete mai.
Maradona, la Mano del Dios e il Pibe de Oro... Tutto in 3 minuti.
di Lorenzo Rapino

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