Tradire la fiducia di una tifoseria, di una città, di ragazzi che coltivano un sogno è un vero e proprio delitto sportivo, perché il calcio senza tifo, senza passione, non ha motivo di esistere.
In questo mio spazio dedicato al calcio, dedico un articolo alla squadra della mia città, che ha avuto un inizio di stagione che definire disastroso è un complimento; questo blog si chiama Everyone can play football, perché credo fermamente che sia lo sport che più di ogni altro può essere praticato da tutti, con pochi mezzi ed in ogni dove, ma è pur vero che non tutti possono fare calcio, ecco perché voglio muovere pubblicamente una critica alla società che tanto si vanta dei risultati degli ultimi anni, ma che avrebbe bisogno di un bel bagno di umiltà e guardarsi intorno per capire che hanno fatto diventare la squadra di questa città lo zimbello del calcio italiano!
Pescara è una città passionale, che vive di emozioni, che vuole sentirsi protagonista sempre e comunque, Giovanni Galeone, il Profeta di Pescara per aver condotto i biancazzurri a due storiche promozioni ed una salvezza, l'ha definita così:
"Udine è una città bella, civile, mi ci sono affezionato. Ma io amo Pescara. E’ come avere sposato una donna carina, simpatica, educata alla quale vuoi bene, ma poi hai sempre in mente un’altra, giono e notte pensi sempre a lei" ed ancora:"Pescara è il mioposto nel mondo. Non è la più bella, nè la più affascinate, nè la più ricca nè la più colta. Ma se mi chiedono di scegliere una città al mondo io scelgo Pescara”.
Ieri a Pescara la tifoseria ha subito l'ennesima umiliazione calcistica nella massima serie, assistendo alla prestazione di una squadra senz'anima, senza carattere, con dei limiti tecnici e caratteriali che l'avrebbero messa in difficoltà anche contro avversari molto meno quotati!
Una società di calcio è come un'orchestra, se c'è qualcuno che stona tutti andranno fuori tempo ed il risultato non sarà certo gradevole per chi sta ascoltando. Motivo per cui non mi sento di additare i singoli giocatori, dei quali molti sono stati in grado di ripetersi nella cadetteria, conquistando la promozione dopo aver perso la finale Play-off nella stagione precedente.
Quando ad una domanda un pò ficcante posta da un giornalista, un presidente risponde che senza di lui non esisterebbe il calcio professionistico in città, si capisce subito che la strada presa è certamente quella sbagliata.
I numeri sono freddi, a volte antidemocratici, ma sicuramente riescono a mettere le persone di fronte alla cruda realtà: una vittoria in casa in serie A che manca dal 21/12/2012 forse non è un caso che quella data fosse stata indicata come la fine del Mondo! Se si esclude la vittoria a tavolino con il Sassuolo, unica squadra in Europa a non aver vinto ancora una partita di campionato, minor numero di punti in un campionato (2012/2013) e peggior girone di ritorno di sempre (2012/2013).
I tifosi pescaresi non hanno chiesto la Champions League, l'Europa League o altri traguardi prestigiosi, i tifosi pescaresi hanno chiesto di lottare, di onorare la maglia, hanno sempre detto di accettare anche una retrocessione, purché arrivi con dignità e lottando fino alla fine per mantenere un palcoscenico, quello della Serie A, che per una città come Pescara non è solo la massima categoria calcistica nazionale, ma è la voglia di emergere, di stare accanto a grandi piazze. di non essere comprimari della storia sportiva del Paese, ma parte fondamentale. E' la voglia di una città, di una regione intera, di emergere anche economicamente, di farsi conoscere in Italia e all'estero per le sue bellezze naturali, per le sue tradizioni, per la sua cucina ed i suoi vini,
Perdere senza lottare, è un delitto che un tifoso non può affrontare, perché aspetta con ansia quelle due ore per sintonizzare il cervello sulla stessa frequenza del cuore e lottare con chi è chiamato a difendere la maglia.
I calciatori sono ragazzi che hanno l'onere e l'onore di metterci la faccia ogni domenica, ma rappresentano il terminale di un meccanismo, quello societario, che opera in maniera mediocre, senza lungimiranza e che ribadisce in ogni occasione di aver operato bene, ma se i risultati sono questi un tifoso non riesce a non pensare il peggio, leggasi paracadute per la B!!!
Questa società dovrebbe specchiarsi di fronte a realtà come Chievo, Udinese, Sassuolo, Carpi e Frosinone, che con programmazione e professionalità hanno regalato un sogno ai propri tifosi, in alcuni casi finito con una retrocessione, ma con grande autostima per aver fatto tutto il possibile per mantenere la categoria ed anzi riprogrammando con entusiasmo il futuro.
Noi tifosi del Pescara, non chiediamo la Champions, non chiediamo l'Europa League, chiediamo di programmare, agire in maniera trasparente, puntare su giovani del vivaio e lottare fino alla fine.
Se poi, senza aver lasciato nulla di intentato, gli altri saranno stati più bravi di noi, molto civilmente ce ne faremo una ragione; ma essere già virtualmente retrocessi prima di Natale, lo ribadisco è un delitto nei confronti di una comunità che sogna di sentirsi protagonista, soprattutto perché non è la prima volta che accade.
Sono certo, che anche il nostro figliol prodigo, Marco Verratti, starà soffrendo e non poco nel vedere la sua squadra del cuore, quella che lo ha lanciato nel Gotha del calcio, in questa posizione; ed allora faccio un'appello alla dirigenza affinché si rimbocchi le maniche, faccia sentire la sua presenza, si riorganizzi ed affronti il mercato di riparazione senza essere succube dei procuratori, evitando di prendere scommesse perse in partenza come Caraglio e Bianchi Arce quattro anni fa, ma soprattutto che possa dare un segnale forte alla città ed alla tifoseria tutta. affranta per le brutte figure che il nostro sodalizio sta tristemente collezionando!
di Lorenzo Rapino.


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